Perché il sito di un medico non porta pazienti?
Il sito di un medico non porta pazienti per una di due ragioni: chi cerca quella specialità in zona non lo trova, oppure lo trova e se ne va senza scrivere né telefonare. Sono due guasti diversi, con cause diverse. Sono Martina Tempesta: con MarTe Web realizzo siti per medici e studi sanitari a Roma, e prima di rifarne uno controllo sempre quale dei due c’è.
Confonderli è il primo errore di diagnosi. C’è chi pensa di avere poche visite quando le persone arrivano e ripartono, e chi riscrive la home quando Google non mostra le sue pagine a nessuno. Il quadro generale di come si costruisce il sito di uno studio sta nella guida completa al sito web per studio medico a Roma; qui restano gli errori che vedo davvero.
| Il sito non viene trovato | Il sito viene trovato ma nessuno scrive | |
|---|---|---|
| Cosa noti | Ti contatta solo chi conosce già il tuo nome | Le visite ci sono, le richieste no |
| Dove si guarda | Ricerche per prestazione e zona | Pulsanti, modulo, telefono, velocità |
| Errori tipici | Titoli sbagliati, pagine doppie, sedi mancanti, indirizzi persi | Contatti ciechi, pagine lente, testi poco credibili |
Perché Google non mostra il tuo sito?
Google non mostra il sito di un medico quando non riesce a capire di cosa parla ogni pagina e per quale zona vale. Nei siti che analizzo le cause sono quasi sempre tecniche e invisibili a chi guarda solo la home: titoli uguali su tutte le pagine, pagine che si contendono la stessa ricerca, sedi senza una pagina propria, indirizzi vecchi lasciati cadere.
Errore 1: ogni pagina si presenta come la home
Su più di un sito che ho analizzato ogni pagina aveva due titoli. Il primo, scritto a mano dentro il tema, era quello della home e si ripeteva identico ovunque: Google di solito legge quello, così la pagina di una specialità si presentava nei risultati come la pagina iniziale. In altri casi la descrizione sotto il titolo era vuota, e il programma l’aveva riempita con una frase presa dalla pagina, come il titoletto dell’indice.
Errore 2: più pagine per la stessa ricerca
Per «dare una mano a Google» qualcuno aggiunge pagine nuove sullo stesso tema: la pagina su una prestazione e poi un articolo sulla stessa prestazione nella stessa città, oppure tre pagine quasi uguali sullo stesso intervento. L’effetto è il contrario: le pagine si dividono la stessa ricerca e nessuna sale.
Errore 3: sedi e specialità senza una pagina propria
Chi cerca uno specialista scrive la prestazione e la zona. Se ogni sede non ha la sua pagina, il sito si trova solo cercando il nome del medico: chi lo conosce lo trova, chi cerca vicino a casa no. Era il punto di partenza del sito del Dr. Gabriele Bolle, chirurgo ortopedico a Roma: lavorava in più strutture e nessuna era riconoscibile da Google. Su un altro sito, con più sedi, i collegamenti alle sedi portavano tutti alla stessa pagina dei contatti. A volte succede anche alla specialità su cui il medico lavora di più, che finisce per avere la pagina più debole del sito.
Cosa deve contenere ogni pagina lo racconto nell’articolo su come strutturare le pagine per i servizi e le specializzazioni; il lato delle ricerche in zona sta nella pagina sulla SEO locale per studi medici.
Errore 4: il sito nuovo cancella quello vecchio
Quando un sito viene rifatto o cambia dominio, ogni indirizzo vecchio va collegato al suo equivalente nuovo. Se non succede, le pagine che Google conosceva da anni spariscono. Ho trovato pagine rinominate il cui vecchio indirizzo dava errore, articoli rimasti in bozza dopo la messa online con i vecchi indirizzi interrotti, domini interi rimandati in blocco alla nuova home: per Google le pagine costruite in anni di lavoro non esistevano più.
Perché chi arriva sul sito non ti contatta?
Chi arriva sul sito di un medico e non lo contatta di solito non ha cambiato idea: non ha trovato un modo semplice per farlo, oppure da telefono la pagina era lenta e l’ha chiusa prima. Dalla scrivania dello studio questi problemi non si vedono, perché il medico apre il proprio sito dal computer e sa già dove cliccare.
Errore 5: il contatto finisce in un vicolo cieco
Ho trovato pulsanti per prendere appuntamento che portavano a un punto della pagina senza alcun modulo, home che da smartphone non avevano un tasto per chiamare in vista, moduli che invece di inviare aprivano il programma di posta. Il caso più insidioso è il modulo che mostra il messaggio di ringraziamento e intanto scarta la richiesta. L’ho visto sul sito di un cliente, fatto da altri prima di me: il browser compilava da solo un campo nascosto che serve a fermare lo spam, e il sito scambiava il visitatore per un programma automatico. Da allora ogni modulo lo provo dal browser, con i dati salvati, prima di consegnarlo.
Il percorso fino alla richiesta è il tema di perché ricevi poche prenotazioni dal sito. E quando il sito non risponde alle domande pratiche, quelle domande arrivano comunque in segreteria: ne parlo in come progettare un sito medico che riduca le telefonate.
Errore 6: un peso che non si vede
Un sito lento da telefono raramente lo è per colpa del programma con cui è costruito. Su una home molto lenta quasi tutto il peso stava in alcuni video incorporati che partivano da soli, e i caratteri tipografici caricati erano molti di più di quelli che servivano. Su un altro sito il server rispondeva subito, eppure da telefono la prima schermata compariva dopo diversi secondi: il peso era tutto nella pagina. Nei siti che seguo la maggior parte delle visite arriva da smartphone, e se la pagina non si apre in fretta la persona torna ai risultati e sceglie il medico successivo.
Perché certi testi allontanano invece di convincere?
Un testo allontana quando promette quello che un medico non può promettere, o quando lascia capire che il sito è rimasto a metà. Chi sceglie uno specialista legge con attenzione, spesso con un problema di salute in corso, e una frase fuori posto basta a fargli cercare qualcun altro. Per i medici, poi, c’è un vincolo di legge che vale per ogni riga del sito.
Errore 7: frasi che il medico non può firmare, e pezzi lasciati a metà
Nelle descrizioni delle prestazioni ho trovato tempi di recupero scritti come certi e interventi presentati come «soluzione definitiva». Su altri siti c’erano il numero dei pazienti seguiti ogni anno scritto in home, racconti di pazienti che parlavano di guarigioni ed elenchi di disturbi che quella professione non può trattare. Accanto, spesso, i residui: domande frequenti con il testo di esempio del tema, un titolo che diceva «Aggiungi qui il testo dell’intestazione», l’articolo di prova «Ciao mondo!» ancora pubblicato.
Da dove si parte per correggere gli errori?
Per correggere gli errori del sito di un medico si parte dal sito com’è oggi, letto con i dati di Google e aperto da un telefono vero, non da un elenco di regole generiche. Da lì si capisce se bastano interventi mirati o se conviene ricostruire. Non sempre serve rifare tutto: su un sito molto lento ma con buoni contenuti ho consigliato di tenerlo e togliere il peso inutile.
Conviene ricostruire quando gli errori stanno nella base e si ripetono su ogni pagina, come i titoli doppi scritti nel tema, o quando il sito è stato violato e la falla non è mai stata chiusa. Ci sono poi problemi che nessuna schermata segnala, come gli strumenti di statistica che partono prima che il visitatore dia il consenso ai cookie: un problema di privacy da correggere in ogni caso.